lunedì 23 giugno 2014

"Un salvadanaio bucato..."

 
È di qualche giorno fa la notizia di un procedimento di infrazione e messa in mora aperto dall'Unione Europea per il ritardo dei pagamenti alle imprese della Pubblica Amministrazione. Ad anticiparlo durante una conferenza stampa era stato il Commissario Europeo Antonio Tajani.
Dura ed immediata la reazione del Sottosegretario alle Politiche europee Sandro Gozi che, in difesa del governo guidato da Matteo Renzi, ne sottolinea serietà ed impegno con azioni riformatrici sia per il pregresso che per il futuro.
 
Vale la pena ricordare che ad oggi le procedure di infrazione a carico del nostro paese sono 116 e che ognuna può costarci 9.920.000,00 euro a cui va aggiunta penalità di mora che oscilla tra i 22 mila e i 700 euro al giorno ciascuna.
Ma volendoci discostare dall'ennesimo battibecco tra politici della casta, tentiamo un'analisi più ampia ed andiamo a sviscerare, o almeno ci proviamo, un tema che non vogliamo abbandonare non per ostinazione ma per correttezza nei confronti di chi, ogni giorno, contribuisce alle casse dello Stato con costante richiesta di sacrificio!
 
STUFI DEI SOLITI ARGOMENTI
È indubbia la necessità di apportare tagli alla politica, è sicuramente necessaria in taluni casi una revisione della spesa pubblica ed è fondamentale una riduzione della pressione fiscale...è necessario capire se e in che misura l'immigrazione sia davvero una risorsa! Ed è giusto, noi riteniamo, farlo portando a confronto differenti modalità di trattamento del singolo soggetto.
 
FACCIAMO DUE CONTI
L'Unione Europea preso atto che, sia per l'aumento dei flussi sia per la posizione strategica, ci siano Stati membri che assumono ruoli più onerosi di altri, ha istituito dei Fondi regolati da norme di gestione amministrativa e finanziaria e da linee guida del "Programma Generale Solidarietà e Gestione dei Flussi Migratori"
 
I FONDI SONO
 
-Fondo Europeo per i Rifugiati: assegnati per il Programma Annuale 2013* Euro 26.402.572,55 di cui Euro 18.858.797,00 di quota comunitaria.
-Fondo Europeo per i Rimpatri: per il Programma Annuale 2013 Euro 14.705.345,80 di cui Euro 9.155.187,00 di quota comunitaria.
-Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi Terzi: Lo stanziamento complessivo per il Fondo Europeo per l’Integrazione per gli anni dal 2007 al 2013 è pari a 825 milioni di euro, di cui 768 milioni distribuiti fra gli Stati membri sulla base di criteri che tengano conto del numero di cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti nello Stato membro e 57 milioni per le azioni comunitarie. In particolare, le risorse finanziarie totali stanziate per l’Italia, con riferimento all’intero periodo, ammontano a circa 103 milioni di euro.
-Fondo Europeo per le Frontiere Esterne: GESTIONE DEL FONDO: Il contributo finanziario offerto dal Fondo assume la forma di sovvenzione e prevede il cofinanziamento da parte dello Stato membro che ne fruisce.
La dotazione complessiva del Fondo ha previsto per il 2013 l'importo di € 169.266.440,00.
I Beneficiari del Fondo sono:
- Polizia di Stato;
- Guardia di Finanza;
- Marina Militare;
- Capitanerie di Porto;
- Ministero degli Affari Esteri.
 
Questi fondi sono regolamentati da Decisioni del Parlamento Europeo e del Consiglio e rispettivamente: Decisione n. 573/2007/CE, Decisione n. 575/2007/CE, Decisione 2007/435/CE e Decisione n. 574/2007/CE. Ciascuna di esse richiama articoli di diversa numerazione ma di medesimo contenuto: la Commissione può procedere a rettifiche finanziarie sopprimendo in tutto o in parte il contributo comunitario qualora essa riscontri irregolarità da parte dello Stato membro; Lo Stato membro si assume la responsabilità di utilizzare i fondi in modo efficiente e regolare attraverso autorità responsabili e/o delegate, autorità di certificazione, autorità di audit e ogni altro organismo interessato. Si impegna inoltre alla restituzione, al bilancio generale dell'Unione europea, di eventuali somme indebitamente versate ad un beneficiario finale, quando la perdita di tale somma risulti imputabile allo Stato membro stesso, ovviamente con applicazione di tasso d'interesse pari a quello applicato dalla Banca centrale europea alle sue principali operazioni di rifinanziamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, serie C, in vigore il primo giorno di calendario del mese di scadenza, maggiorato di 3,5 punti percentuali.
 
COSTI DIRETTI
(cit.)
Senato della Repubblica
Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-01956
Atto n. 4-01956
Pubblicato il 27 marzo 2014, nella seduta n. 218
....pare che l'operazione Mare nostrum costi fra i 12 ed i 14 milioni di euro al mese...incidono esclusivamente sull'economia italiana...
...secondo la circolare dell'8 gennaio 2014 del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno, recante "Afflusso di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Individuazione di strutture di accoglienza", a qualunque clandestino che sbarchi in Italia e semplicemente presenti richiesta di protezione internazionale, anche se fittizia, deve essere garantito vitto e alloggio per un importo di 30 euro oltre IVA, un pocket money di 2,5 euro al giorno e una tessera e ricarica telefonica di 15 euro all'ingresso delle strutture di accoglienza, nonché assistenza e cure sanitarie; considerando solo i clandestini arrivati in Italia dall'inizio del 2014, se costoro presentassero domanda di protezione internazionale per ottenere tali benefit, i costi sarebbero di 127.500 euro di ricariche telefoniche, 21.250 euro di pocket money al giorno e 255.000 euro di vitto e alloggio al giorno, oltre a cure sanitarie;su 11 centri di identificazione ed espulsione 6 sono stati chiusi nel 2013 per lavori di ristrutturazione, anche causati dai danneggiamenti dei clandestini ospitati, e perciò risulta che centinaia di clandestini, in questi gironi trasferiti nelle regioni del Nord, vengano alloggiati anche in alberghi a 4 stelle, come ad esempio al "Riz" di San Genesio, in provincia di Pavia, dove il pernottamento a notte costa dai 120 ai 140 euro.
Ministero dell'interno - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
(cit.)
Comunicazione del 03/04/2014 Prot.35/0002084/MA001.A001
 
COSTI INDIRETTI
(cit.)
Accordo tra la Repubblica Italiana e il Bureau International des Expositions sulle misure necessarie per facilitare la partecipazione all'Esposizione Universale di Milano del 2015
Articolo 12 - Personale delle Sezioni
1.Il personale delle Sezioni che non abbia la cittadinanza italiana o la residenza nel territorio italiano gode per il periodo di permanenza in Italia dei seguenti privilegi:
a) esenzione da ogni forma di tassazione diretta sui salari, emolumenti, indennità corrisposti dal Commissariato Generale di Sezione o per conto di esso:
b) esenzione da ogni forma di tassazione diretta sul reddito prodotto al di fuori della Repubblica Italiana;
c)esenzione per se stessi, i propri coniugi e i familiari a carico, dalle restrizioni sull'immigrazione e dalle formalità di registrazione degli stranieri;
d) libertà di detenere nel territorio della Repubblica Italiana o altrove titoli esteri, valuta straniera o conti di qualsiasi valuta. Tale personale potrà liberamente portare i suoi titoli esteri o la sua valuta estera fuori del territorio della Repubblica Italiana o effettuare trasferimenti all'estero;
e) importazione in franchigia doganale e senza divieti e restrizioni - per un periodo massimo di sei mesi a partire dalla sua presa in servizio presso il Commissariato Generale di Sezione in Italia e riferita ad una ispezione - della propria mobilia e dei propri effetti personali, compreso un veicolo. Tale veicolo è esente dall'imposta provinciale di trascrizione e dalla tassa automobilistica di possesso sui veicoli.
2.In assenza di intese esplicite circa il numero dei membri del personale di ogni singola Sezione, lo Stato ospitante può esigere che questo sia mantenuto nei limiti corrispondenti alle effettive esigenza della Sezione stessa.
 
ANALISI FINALE
A fronte di una previsione di spesa per l'operazione Mare Nostrum dai 144 ai 168 milioni annui;
a fronte di un potenziale benefit complessivo di oltre 100 milioni annui;
a fronte di costi indiretti non quantificati per tributi - che sappiamo essere composti da imposte, tasse e contributi - non incassati dal momento che "enne" (numero) persone provenienti anche da Paesi Terzi sono esonerate dal pagare ma non dall'usufruire;
a fronte dei posti di lavoro stagionali riservati ai medesimi anche in particolari casi quali la realizzazione di EXPO 2015 - oltretutto scenario di non pochi scandali - per la quale si agevolano e velocizzano le procedure di rilascio dei permessi di soggiorno e/o ricongiungimento con familiari già residenti anche in alloggi in condizioni igienico sanitarie non conformi, in deroga alle disposizioni generali;
a fronte dello stesso tipo di agevolazioni, esenzioni, deroghe che NON vengono riservate ai cittadini italiani alimentando un sentimento di risentimento. Stiamo vivendo un fenomeno epocale, di proporzioni bibliche, destinato a sconvolgere tutta la nostra società. Migrazione vuol dire contatto di identità diverse; contatto di identità degenera talvolta in guerra di identità; guerra di identità significa disgregazione sociale.
A fronte di tutto quanto scritto in questa pagina, pur ammettendo un margine di errore in termini di cifre o di informazioni, siamo veramente certi che stiamo parlando di una risorsa?
 
RINGRAZIAMENTI
Ieri la Presidente della Camera Laura Boldrini, a bordo della Nave “San Giorgio”, ha ringraziato e si è congratulata per l'operato di tutti i corpi dello Stato.
Peccato che nessuno abbia mai ringraziato le vittime della crisi che ci attanaglia, o i loro congiunti; mai un grazie agli italiani che su "consiglio" della capolista PD Picierno vivono con 80 euro di spesa ogni 2 settimane. Mai un grazie per aver compiuto i necessari sacrifici richiesti dal Presidente della Repubblica.
A questa loro mancanza non possiamo che rispondere: siamo più tradizionalisti, non ci servono i ringraziamenti! Scegliamo dieci rotoli ci convenienza!!!
 
Barbara Fusini

"Cartone e spago"...



Mentre l'immigrazione dalle coste Africane dilaga verso il nostro Paese, diventando la notizia principale di ogni TG e pagina di giornale, c'è un'altra immigrazione molto più silente, ma non per questo priva di disagio e disperazione.
Era iniziata con quella che i media avevano definito "fuga di cervelli", che faceva pensare a qualche film comico, un'americanata a lieto fine.
I cervelli in fuga sono plurilaureati troppo preparati per la squattrinata Italia, che non sa dove collocarli.
 
Prendono l'aereo alla volta di Inghilterra, Germania, America, a lavorare in luoghi prestigiosi dove le loro potenzialità possono realizzarsi in maniera adeguata e redditizia.
Spesso e volentieri trasmissioni di politica e attualità li intervistano davanti a un bicchiere di vino, in locali trendy di qualche capitale europea.
Stanno bene così e chi li può biasimare? Alcuni di loro manifestano una sorta di risentimento verso l'Italia, paese corrotto dove per loro non c'è futuro. Altri sperano comunque un giorno di poter tornare a lavorare nel proprio paese, come l' amico e compagno di scuola, che lavora in Germania per un laboratorio di ricerca e spesso si reca per collaborazioni al CERN di Ginevra. "È un bel lavoro ma spero che un giorno in Italia ci sia posto per me", mi dice con lo stesso sorriso rassegnato di quando a scuola prendeva solo otto.
Su un altro palcoscenico è di scena l'altra faccia dell'emigrazione italiana.
Alle sei del mattino, in qualche parte d'Italia, sta per partire un pullman.
Le persone si abbracciano, piangono, l'autista carica gli ultimi scatoloni legati con lo spago, cartone e spago.
Qui il cervello è annebbiato da una tristezza infinita, un'inquietudine amara. È un cervello abituato anch'esso a fare i conti ma per riuscire ad arrivare alla fine del mese e alla fine del mese non ci si arriva mai. E si va via, su un pullman, alla volta di Germania, Inghilterra e altri paesi d'Europa, da qualche cugino che là ha trovato un lavoro. Fabbriche, bar, ristoranti, non importa, l'importante è riuscire a sfamare i propri figli.
Di realtà come queste i media parlano raramente e quando i più sono già andati a dormire.
Il servizio è fatto molto bene e le lacrime di chi non vuole andarsene, ma è costretto, sono lacrime vere.
Secondo dati forniti dal Sole 24 Ore, nel 2013 sono espatriati 100˙000 Italiani, con un incremento del 71,5% rispetto al 2012. Secondo La Stampa (29/05/14), nei primi mesi del 2014, 6˙000 Italiani si sarebbero trasferiti a Mosca e in altri paesi dell'Est Europa.
Sono in gran parte giovani, giovani Italiani.
Paesi come la Germania li accolgono a braccia aperte, in osservanza degli accordi di Schengen e, mentre loro ci accolgono, accogliamo anche noi, fino allo stremo.
Una parte della nostra popolazione, di forza lavoro, si sposta. Al suo posto arrivano gli immigrati, nei centri di accoglienza, persino negli hotel. Tutto questo sotto lo sguardo impassibile di chi le fabbriche non le chiude e continua a produrre anche grazie alla nostra forza lavoro.
Questo processo immobilizza sempre più l'Italia. Dopo aver perso i cervelli e le braccia di questo nostro povero Paese, ci troviamo costretti a sopportare il peso dell'emigrazione altrui.
Dall'articolo già citato de La Stampa, "Il 2014 sarà il primo anno a saldo migratorio negativo, sostiene la Caritas Migrantes. Fuori dalle definizioni statistiche, significa che i nostri connazionali in fuga dalla crisi saranno più degli stranieri in cerca di lavoro e dei disperati del Mediterraneo. La bilancia penderà verso i fuggiaschi per almeno 20-30 mila persone. Non era mai successo. Non da qualche decennio almeno".
In questo "paese delle emergenze" forse a questo punto è d'obbligo individuarne una che sembra passare quasi sotto silenzio e stabilire delle priorità. Perché se è vero che siamo tenuti a salvare le vite dei disgraziati che annaspano nel Canale di Sicilia, è anche vero che non possiamo non prendere provvedimenti urgentissimi verso gli Italiani che si vedono togliere il lavoro, la possibilità di vivere nella loro terra con i loro cari e sono costretti a giocarsi la vita per sfamare la propria famiglia, annaspando verso un futuro incerto, rischiando il tutto per tutto anche se non attraversano il mare su un barcone.
 
Emma Stepan

giovedì 19 giugno 2014

PROGETTO MILANO !

 
 
Importante riunione politica dei vertici di Progetto Nazionale a Verona: la delegazione milanese era guidata dal presidente del circolo “Destra per Milano”, Roberto Jonghi Lavarini, dal vice-presidente Mario Mazzocchi Palmieri e da Giulio Livoni (ex segretario del Fronte della Gioventù , di Monza, ora promotore della Mutua Sociale Ambrosiana).
A livello locale, abbiamo deciso di promuovere il Progetto Milano, laboratorio civico per la città metropolitana, e di collaborare attivamente sia con la Mutua Sociale Ambrosiana, sostenendo la sua buona battaglia, per la giustizia sociale contro l'usura bancaria, che con il Gruppo Bioen, che si occupa di energie rinnovabili ed ecosostenibili.
 
Ricordiamo nuovamente a tutti che sono aperte le iscrizioni al nostro circolo (culturale, metapolitico ed apartitico): la quota di adesione è di soli 10,00€, il modulo potete scaricarlo dai link indicati ed inviarcelo compilato via email: progettonazionalemilano@gmail.com).
 


 

Energie rinnovabili ed ecosostenibili.


Arte - Cultura - Tradizione

 
 
 

mercoledì 18 giugno 2014

"Serve una banca veramente pubblica"

 
 
In merito alle recenti dichiarazioni rilasciate da Matteo Renzi, che ha sollecitato gli istituti di credito a tornare ad assolvere le proprie funzioni nei confronti delle imprese sempre più in difficoltà nell’accedere al credito, siamo a sottolineare che il Presidente del Consiglio potrebbe risparmiare il fiato ed evitare continue dichiarazioni velleitarie, utili esclusivamente sul piano propagandistico. A Renzi ricordiamo che, per aiutare realmente imprese e famiglie sempre più in carenza di ‘ossigeno monetario’ , non basta lanciare proclami dalla manifestazione di Pitti Uomo; ma che tra le sue funzioni, vi è la possibilità della realizzazione di un decreto legge, concretizzabile domani mattina, che risolverebbe il problema. In considerazione del fatto che ogni anno lo Stato italiano, quindi i cittadini, devono versare nelle casse delle banche detentrici dei nostri titoli di Stato miliardi di euro che vengono sottratti a famiglie e ad imprese, costrette a subire un costante aumento della pressione fiscale e considerando che lo stesso Stato italiano, per accordi comunitari, non può ricorrere all’emissione monetaria diversa dall’euro, che rappresenterebbe comunque la miglior soluzione; si può ricorrere, nel rispetto dell’art. 123 comma 2 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), all’istituzione di una banca pubblica di interesse nazionale (si potrebbe utilizzare la Cassa Depositi e Prestiti), accedendo alla liquidità offerta dalla BCE al tasso attuale dello 0,25%, tasso di gran lunga inferiore rispetto a quello offerto dal mercato finanziario, e utilizzare questa liquidità per ri-finanziare l’intero sistema economico produttivo affetto da un grave stato di anemia monetaria, oltre a ridurre il debito pubblico; il tutto senza ledere alcun trattato ed utilizzando sempre l’euro. Molto meglio indebitarsi con la BCE allo 0,25%, piuttosto che con i mercati al tasso del 5-6%, perseguendo una strada percorribile fin da subito.

Manuel Negri
Responsabile Linea Politica
Progetto Nazionale

lunedì 16 giugno 2014

Progetto Milano e Mutua Sociale Ambrosiana.

 
 
Importante riunione politica di Progetto Nazionale a Verona: la delegazione milanese era composta dal presidente del circolo Destra per Milano, Roberto Jonghi Lavarini, dal vice-presidente Mario Mazzocchi Palmieri e da Giulio Livoni (ex segretario del Fronte della Gioventù di Monza, ora promotore della Mutua Sociale Ambrosiana). A livello locale, Progetto Nazionale ha deciso di promuovere il Progetto Milano, laboratorio civico per la città metropolitana, e di collaborare attivamente con la Mutua Sociale Ambrosiana, sostenendo la sua buona battaglia, per la giustizia sociale contro l'usura bancaria.



 

martedì 10 giugno 2014

PROGETTO NAZIONALE Milano: Tesseramente 2014

 
E’ ufficialmente aperto il Tesseramento 2014 al Circolo “DESTRA PER MILANO” di “PROGETTO NAZIONALE”, al quale si possono iscrivere tutti gli Italiani maggiorenni, residenti a Milano città e provincia. Destra per Milano nasce nel 2000, come comitato politico indipendente, e, nel 2013, aderisce ufficialmente a Progetto Nazionale che, è bene ricordare, non è l’ennesimo partitino, ma una Associazione Culturale ed un Laboratorio Politico, fondato da Piero Puschiavo. Presidente del circolo è Roberto Jonghi Lavarini, vice Mario Mazzocchi Palmieri, presidente onorario il conte Alessandro Romei Longhena, del direttivo fanno parte anche l’Ing. Giada Arioli e l’Avv. Simone Andrea Manelli.
Chi non è di Milano, può aderire ad uno dei circoli esistenti (presenti in tutte le regioni d’Italia) o costituirne uno nel proprio comune o nella propria provincia. Progetto Nazionale è un moderno e coerente movimento politico di “destra sociale”, assolutamente autonomo ed indipendente ma in buoni rapporti con tutti i partiti del centro-destra. Il nostro modello europeo è certamente il Front National di Marine Le Pen, ma l'Italia non è la Francia. Progetto Nazionale si pone l’obbiettivo di rinnovare il sistema politico italiano secondo rigorosi criteri di partecipazione popolare, trasparenza ed autentica meritocrazia: per questo sostiene lo strumento delle elezioni primarie, la candidatura di Flavio Tosi alla guida della coalizione e la sua fondazione per “Ricostruire il Paese”.
 
Informazioni ed adesioni per Milano e Provincia:
 
Informazioni ed adesioni per il resto d'Italia:
LUCA - lasata@libero.it

 

lunedì 9 giugno 2014

Roberto Jonghi (Progetto Nazionale) in televisione.




 

giovedì 5 giugno 2014

Intervento politico di Piero Puschiavo, Presidente di Progetto Nazionale.



Con notevole ritardo, causato da un lungo viaggio di lavoro – il sottoscritto non vive di politica - ho deciso di fare comunque alcune mie considerazioni sulle recenti elezioni amministrative ed europee.
Nonostante le varie interpretazioni di comodo o di ottimismo ostentato, per evitare suicidi politici di massa, bisogna prendere atto che, per quanto assurda, la decisione popolare dei votanti è stata chiara: Matteo Renzi è risultato il vincitore, a larga maggioranza.
Colui che con il “buono sconto” degli 80€ al mese - senza però precisare che vengono tolti da altre parti - è riuscito a passare come il candidato migliore, il più credibile, il più rassicurante, non foss’altro per il fatto che sul piatto le alternative non sono state all’altezza.
Le chiavi di lettura per questa sciagurata decisione assunta dalla maggioranza dei votanti sono diverse; la più abusata pare quella del confronto mediatico con il buffone di corte Grillo, che nelle due ufficiali apparizioni, prima in rete con Renzi, e poi in televisione con Vespa, ne è uscito molto meno bene di come avrebbe voluto, favorendo di fatto il suo maggior avversario.
A “destra”, Lega Nord esclusa, la via verso l’autoestinzione continua, non essendoci più un soggetto politico in grado di dare risposte convincenti e concrete oltre al nulla degli Alfano, alle giravolte degli Alemanno, o ai volti semi-nuovi “truccati” con Photoshop.
Eppure, come spesso accade, se ci addentriamo nella selva oscura di chi quotidianamente deve cercare di far quadrare i conti dell’economia familiare, di chi deve tentare di mettere insieme il pranzo con la cena, scopriamo che il barista sotto casa non ha votato Renzi, così come il panettiere e i 4 colleghi in fabbrica, che a votare non sono nemmeno andati, e altri ancora che invece a votare ci sono andati, ma si sono espressi solo per le comunali del loro Paese.
Così un dubbio sale alla mente: e se la chiave di lettura più azzeccata fosse proprio nella gran fetta dei non votanti?
Se qualcuno fosse davvero stufo di questa politica, non si domanderebbe a cosa serve ancora andare a votare, dopo Monti, Letta e Renzi?
Infatti gli elettori, questa volta più delle altre, sono stati gli iscritti ai partiti in gara o ad essi più vicini, mentre le persone estranee alla “politica di professione" sono rimaste a casa; ha votato il militante, il tesserato, il fidelizzato - e il Pd, fortemente strutturato, ne conta in quantità - mentre il cittadino comune, avulso da giochi politici di sorta, non si è recato alle urne: stanco, sfiduciato, disilluso, in buona sostanza vinto dentro e rassegnato.
Il grande “vincitore” delle ultime elezioni è stato probabilmente proprio l’astensionismo, il non voto; ma è davvero da considerarsi una vittoria?
Il decadimento avanza comunque e ovunque, il sistema prosegue incurante della presunta delegittimazione delle percentuali dei non votanti.
Per quel che ci riguarda più direttamente, la presenza di Progetto Nazionale in questa tornata elettorale è stata sostanzialmente positiva. Il nostro maggior impegno e sforzo sul fronte del voto europeo era indirizzato al sostegno di alcuni singoli candidati, in primis Flavio Tosi, che nella circoscrizione nordorientale ha incassato circa 100mila preferenze. Un segnale molto importante, anche perché, in questo caso, si è affermato il gradimento ed il consenso popolare di un politico al di sopra dell’appartenenza di partito. Un uomo che coraggiosamente ha deciso di candidarsi in un momento delicato (da mesi sotto l’attacco concentrico di forze non solo politiche, e di avversari dichiarati e non); una candidatura di “bandiera” quella del sindaco di Verona, al servizio del rilancio del proprio partito (ma che si è confermata andare oltre gli angusti spazi del partito) e del suo nuovo corso; una candidatura vincente nonostante l’handicap della preventiva dichiarazione di rinuncia alla poltrona europea in caso di elezione, che gli ha potenzialmente alienato ulteriori preferenze.
La scelta di un accordo con il Front National francese di Marine Le Pen ha scosso positivamente una fetta di elettorato di destra, che vista l’assenza di alternative popolari convincenti, si è orientato verso il voto leghista, o meglio, verso uomini che all’interno della compagine di Salvini portano avanti cavalli di battaglia che la destra politica ha irresponsabilmente ignorato o rimosso dalla propria agenda politica. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti! Per chi li vuol vedere…
Questa è la realtà odierna, che difficilmente, credo, si possa smentire.
Chi da fuori gongola sul dato astensionistico, facendolo magari da una visuale “di destra”, dimostra tutta la sua miopia politica, ed una comoda tentazione giustificazionista ai molteplici fallimenti di un ambiente politico dilaniato da invidie, dispetti e personalismi. Ricordo quando, nessuno escluso, nel 2006 tutta la cosiddetta "destra radicale" corse alle elezioni politiche in coalizione proprio con Berlusconi, Fini e compagnia cantante, sottoscrivendone il programma politico. Una storia questa che non scordo, sopratutto quando sento, da parte di chi allora ne fu attivamente partecipe, dare lezioni di “cameratismo” a chi, come noi, ha fatto una scelta politica che cerca di andare oltre gli atteggiamenti e i ragionamenti autoconsolatori e autoreferenziali che portano sempre più all’isolamento e alla ghettizzazione. Non sono questi obbiettivi che rientrano nella nostra ottica.
Progetto Nazionale che, giova qui ricordarlo per l’ennesima volta, non è un partito, in silenzio, con umiltà, e pochissimi mezzi a disposizione, è riuscito anche in questa tornata elettorale a raccogliere alcune vittorie a livello locale, particolarmente significative e gratificanti per i contesti in cui sono maturate.
Ai consiglieri comunali già eletti si è infatti, aggiunto il primo Sindaco di Progetto Nazionale, Gabriele Tasso, eletto nel Comune di San Pietro Mussolino in provincia di Vicenza con il 52% dei suffragi e Manuel Negri, eletto consigliere nella rossa Reggiolo. Entrambi questi risultati frutto di un lavoro di ricomposizione, di condivisione e di costruzione, partendo dal territorio, in un contesto di liste civiche e di sinergie con altre forze politiche del centro-destra.
Ovviamente non sono mancate anche alcune piccole delusioni, ma le sconfitte servono a capire alcuni maldestri meccanismi e a fare esperienza in ottica futura.
In una più ampia ottica nazionale invece, guardando all’incerto futuro del centro-destra, con tutte le incognite legate al dopo Berlusconi (e le considerazioni positive o negative che si possono fare sul Berlusconi uomo e sul Berlusconi politico), sembra per ora predominante l’incertezza e la frammentazione.
Progetto Nazionale ritiene che la figura di Flavio Tosi, espressione qualificata del territorio e sostenuta da autentico consenso popolare non mediato, sia la più indicata ed affidabile per una ri-fondazione nazionale di un Paese che ormai non esiste più se non nelle immagini vacanziere per turisti benestanti, come punto geografico d’approdo per torme di disperati o come Paese dei Balocchi per i poco di buono.
 
Piero Puschiavo, Presidente di Progetto Nazionale